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Come modificare il Metabolismo

Elisabetta Battilani
scritto da
Elisabetta Battilani
Nutrizionista
10 Ottobre

Il nostro metabolismo basale risale alla selezione “darwiniana”: per millenni i nostri antenati hanno fronteggiato carestie dalle quali sopravvivevano gli individui con “geni risparmiatori” che meglio utilizzavano le riserve di grasso.

Siamo dunque stati programmati per resistere alla carestia…ma non all’abbondanza!

Il consumo eccessivo di cibo è una conquista della contemporaneità.

Uno studio della Cornell University ha esaminato 1.000 anni di rappresentazioni dell’Ultima Cena: le dimensioni delle porzioni dei cibi dei dipinti, sono cresciute del 23-69% dall’Ultima cena di Leonardo (1494).

E’ la prima volta nel tempo che siamo tanto obesi ed è la prima volta che l’ideale estetico di bellezza è tanto vicino ad una esaltazione della magrezza!

Fin da piccole alle bambine vengono proposti ideali di bellezza irrealistici, se le Winx esistessero avrebbero problemi di respirazione per le dimensioni ridotte della cassa toracica, caviglie troppo fragili per reggersi in piedi e sarebbero così sottopeso da dover essere ricoverate!

Ma torniamo a noi: cosa si intende per METABOLISMO?

Metabolismo basale: quantità di energia necessaria al fisiologico funzionamento del corpo per sopravvivere a riposo, cioè per permettere al cuore di battere, ai polmoni di respirare, al sangue di circolare, al cervello di funzionare, per la peristalsi e altre funzioni autonome.

Una donna brucia in media ogni giorno circa 20 calorie per kg di peso, un uomo circa 11.

Metabolismo intermedio: modalità con cui vengono degradati (“ossidati”) i nutrienti per fornire energia alle cellule.

A metà degli anni ’40 J. Vague descrive 2 tipologie di distribuzione del grasso:

  • GINOIDE: periferica, sottocutanea o “a pera”, tipica femminile; regione gluteo femorale, addominale inferiore e nell’area tricipitale. Grasso sottocutaneo.
  • ANDROIDE: centrale, viscerale o “a mela”, tipica maschile; addome, torace, dorsale e cervico-nucale. Grasso viscerale. Nel biotipo androide il grasso occupa la cavità addominale spingendo la muscolatura verso l’esterno. Vague notò che soggetti con obesità androide sono più esposti a malattie metaboliche e hanno un maggiore di rischio di mortalità.

Il diverso assetto ormonale dei due biotipi comporta un differente assetto metabolico ed apre un capitolo nuovo legato all’ossidazione degli alimenti.

Il biochimico G. Watson fu il primo a distinguere tra: iper-ipo-normossidatori, in funzione della velocità con cui gli individui bruciano (ossidano) gli alimenti.

Il biotipo androide è un IPEROSSIDATORE: metabolismo intermedio veloce (tiroide, surrene, mitocondri, Krebs iperfunzionanti).

Caratteristiche

Andamento peso: arriva a obesità, ma perde velocemente; termoregolazione: poco sensibile al freddo, pelle grassa; tono muscolare: buono; personalità: espressivo, iperattivo; sintomi: cali di energia; insulinoresistenza/intolleranza ai carboidrati; ipertensione; astenia.

Il biotipo ginoide è un IPOSSIDATORE: metabolismo intermedio lento (tiroide, surrene, mitocondri, Krebs ipofunzionanti).

Caratteristiche

Andamento peso: ingrassa facilmente, se perde i chili li riprende facilmente; termoregolazione: mani e piedi freddi, cute secca; tono muscolare: scarso, con cellulite; personalità: pacata, introversa; sintomi: digestione lenta, emicrania, stitichezza, stanchezza.

E tu di che metabolismo sei?

TEST PER GLI IPOSSIDATORI

  1. La carne rossa da pesantezza?
  2. I dolci hanno l’effetto di “tirare su”?
  3. Preferisci pasti leggeri (verdura, pasta) a cibi grassi ed elaborati?
  4. Cibi come il burro, i formaggi e avocado ti fanno sentire più pigro?
  5. Hai bisogno di un caffè ogni mattina?

TEST PER GLI IPEROSSIDATORI

  1. Un toast con burro o formaggio dà più soddisfazione che senza?
  2. Ti piace una colazione sostanziosa (uova, prosciutto, formaggio)?
  3. Formaggi, i salumi e l’avocado danno senso di soddisfazione?
  4. Se fai un pasto ogni 3-4 ore ti senti meglio?
  5. I cibi dolci ti danno una carica di energia e poi un calo?
  6. Dopo aver bevuto caffè ti senti nervoso ed ansioso?

Come equilibrare il metabolismo?

Attraverso un intervento dietetico-nutrizionale, l’integrazione e l’esercizio fisico, che devono essere personalizzati sulle caratteristiche biotipiche-metaboliche con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio metabolico.

La dieta non dovrà quindi essere una parentesi momentanea di privazioni e rimedi più o meno drastici. Una riduzione drastica delle calorie ha due effetti collaterali da tenere presenti: il rallentamento del metabolismo (nel caso della dieta ipocalorica si mangia sempre poco ma ad un certo punto non si cala più di peso e si riprendono i chili subito dopo averli persi) e la minor assunzione di micronutrienti essenziali per la regolare attività del metabolismo, quindi per dimagrire. E, se sono carenti, si brucia meno adipe.

Il nostro corpo possiede un meccanismo brucia-grassi che influenza il metabolismo: i muscoli. Costruire anche solo pochi chili di muscoli, in un tempo adeguato, comporta un’accelerazione metabolica: ½ chilo di muscoli richiede all’organismo di consumare 50 calorie in più solo per il suo mantenimento, a riposo.

La figura della Consulente Nutrizionista svolge un ruolo chiave nell’affiancare la persona in un percorso piacevole, personalizzato e scientifico con cui raggiungere i risultati in modo efficace, salutare e duraturo.

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